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La malnutrizione rimane in Africa uno dei maggiori fattori che influenzano la mortalità infantile sotto i 5 anni di età e uno dei maggiori problemi di salute pubblica. Si calcola che circa il 50% della mortalità infantile sotto i 5 anni sia causata direttamente o indirettamente dalla malnutrizione e che i primi 2 anni di vita rappresentino una particolare finestra di vulnerabilità .

Inoltre, il potenziale impatto negativo di un bambino iponutrito va oltre l’individuo e affligge la società delle generazioni future. Il periodo di tempo più importante per quanto riguarda le richieste nutrizionali sono i primi 1000 giorni di vita: in questo periodo la richiesta nutrizionale è la più alta a causa della rapida crescita e sviluppo. Assicurare una nutrizione adeguata nei primi 6 mesi di vita (allattamento materno esclusivo) e iniziare un adeguato svezzamento dai 6 mesi di vita è considerato uno degli interventi più efficaci per migliorare la salute pubblica, ridurre la mortalità e la morbilità tra i bambini < 5 anni.

La malnutrizione in Etiopia contribuisce per il 53% della mortalità infantile (< 2 e < 5 anni). Nel complesso la nutrizione di infanti e bambini e la salute infantile rimane piuttosto debole. In Etiopia lo svezzamento non è introdotto nei tempi corretti in molti bambini: solo la metà dei bambini riceve uno svezzamento entro 6-9 mesi di età e complessivamente solo il 4% dei bambini tra i 6 e i 23 mesi è nutrito in modo appropriato secondo le raccomandazioni attuali.

Considerato l’alto numero di bambini con segni di malnutrizione, abbiamo avviato uno studio di prevalenza della malnutrizione nei bambini di età inferiore ai 5 anni che venivano condotti per qualsiasi ragione alla Clinica St Gebriel di Gheche nel periodo di tempo tra maggio e novembre 2014. Per ogni bambino è stato registrato il peso e l’altezza. In un secondo momento i dati sono stati analizzati utilizzando le curve di percentili standard del WHO del 2006 del peso per altezza; è stata utilizzata la definizione standard di malnutrizione (wasting) quando il risultato della combinazione dei due dati risultava essere sotto le due deviazioni standard. Una stratificazione per età, seppure auspicabile, non è stata possibile per una scarsa attendibilità dell’età dei bambini fornitaci dai genitori.

 

I dati da noi raccolti, pur con i limiti dati dalla popolazione di riferimento che non rappresenta un campionamento standard di tutta la popolazione (bambini visitati presso la clinica di Geche), sono coerenti con quelli di altri studi simili eseguiti recentemente in Etiopia: un’alta prevalenza di malnutrizione nella popolazione dell’Etiopia rurale con un significativo sbilanciamento di genere: nella popolazione maschile il 44% presenta dei valori di peso/altezza inferiori a -2 deviazioni standard e più precisamente 21% tra -2 e -3 deviazioni standard, 12% tra -3 e -4 deviazioni standard e 11% con un peso/altezza inferiore a -4 deviazioni standard; nella popolazione femminile il 29% presenta valori di peso/altezza inferiori a -2 deviazioni standard e più precisamente 18% tra -2 e -3 deviazioni standard, 4% tra -3 e -4 deviazioni standard e 7% con un peso/altezza inferiore a -4 deviazioni standard.

Gli interventi possibili per cercare di migliorare questa alta prevalenza di malnutrizione che stiamo prendendo in considerazione sono:

  1. Campagna di promozione dell’allattamento al seno esclusivo fino al 6° mese di età con introduzione di cibi solidi e proteici a partire dal 6° mese di vita (non oltre l’8°)
  2.  Ulteriore miglioramento delle fognature e promozione del lavaggio delle mani dopo l’uso delle latrine
  3.  Distribuzione alla popolazione affetta > 6 mesi di alimenti pronti e bilanciati per la malnutrizione infantile (RUFT) con opportuno follow-up del peso del bambino.

 

  Causale per versamento: “Progetto malnutrizione” 

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